Un approfondimento sui migliori fumetti italiani ad oggi

Non è facile selezionare i migliori fumetti italiani. Il nostro Paese ha una ricca storia nel fumetto, con autori e serie che hanno lasciato un segno indelebile nel panorama internazionale. Ecco una breve panoramica su alcuni dei migliori fumetti italiani.

fumetti italiani

Hells Bells: tributo Italiano ai Cavalieri dello Zodiaco

  Una cosa fondamentale del mondo dei manga Giapponesi consiste nelle “fan-art” che vanno dalla realizzazione di storie “alternative” alle saghe più famose, fino alla realizzazione delle versioni “hentai” (in gergo tecnico, doujinshi) delle stesse. Anche in Italia, soprattutto negli ultimi anni, questo fenomeno ha iniziato a vedere auto-produzioni spesso di una certa rilevanza, in particolar modo nella direzione delle versioni “parodistiche” di opere note (per citarne una, “Kenshemo il Guerraiolo” della defunta Zero Press). Su questa linea, si inserisce un ottimo progetto (a mio parere, avendolo letto tutto) della Cyrano Comics: Hells Bells, una raccolta di storie “serie e non” che ruotano attorno al mondo di una delle saghe più note e longeve della “fumettografia” mondiale, quei “Cavalieri dello Zodiaco” creati da un tale Masami Kurumada anni ed anni fa (e se non sapete chi sono, vi coniglio di andare a leggere il mio speciale “I Cavalieri dello Zodiaco: ieri, oggi, domani“).

 Il filo conduttore delle storie “serie” di Hells Bells si fonda su un progetto che lo stesso Kurumada sta portando avanti (ed è quasi giunto alla conclusione) in Giappone: ispirandosi alla serie “prequel” Episode G, i “fan-artist” coinvolti nel progetto (nelle persone di Gabriele Bagnoli, Enrico Martini, Michele Righetti) mettono su un insieme di storie brevi, dal titolo sibillino “Episode S“, all’interno delle quali un gruppo di cavalieri creati ex-novo (e dalle fattezze degli stessi autori) accompagnano il cavaliere della Medusa Algor (direttamente dalla serie classiche) in un’avventura che, piano piano li porterà a scontrarsi con il “male” incarnato e a scoprire la “doppia natura” del Sommo sacerdote (che, per chi conosce la serie classica, è la causa primaria da cui prendono il via le vicende della storia pensata da Kurumada). Un grande plauso va alla sceneggiatura: sebbene vengano palesemente inventate situazioni ed armature (e relativi Santi) questo ciclo di brevi storie risulta perfettamente integrato con le storie concepite da Kurumada (e collaboratori vari) e, terminata la lettura, fanno nascere il desiderio di riprendere in mano i volumi dei Cavalieri ed immergersi nel loro mondo, proprio perché il prequel funziona e rende perfettamente l’idea di cosa possa essere accaduto prima della fuga dal Grande Tempio di un giovane Santo del Sagittario per salvare la neonata Saori, incarnazione della dea Atena.

 Tuttavia una critica va fatta: sebbene i disegni siano realizzati molto bene, in alcuni punti il tratto risulta confusionario e non ben definito, quasi infantile, e questo fa perdere forza a delle sequenze che, altrimenti, risulterebbero molto più avvincenti. C’è da dire, tuttavia, che una tale critica andrebbe fatta allo stesso Kurumada che, da poco tornato a lavoro su queste storie con la saga di “Next Dimension“, ha presentato delle storie sì affascinanti dal punto di vista della sceneggiatura e, tuttavia, assolutamente non rinnovate nel tratto e nel disegno in generale, che risultano fermi all’ultimo capitolo della saga Classica, pubblicato ben 20 anni fa (o anche qualcosa di più)!